Elettrodomestici intelligenti: sogno o realtà?

Dai frigoriferi ai condizionatori, dai forni alle lavatrici, dai boiler ai robot da cucina: attualmente, gli elettrodomestici sono responsabili di circa due terzi dell’energia consumata dagli edifici. E se fino a ieri questi apparati vivevano nell’assoluto isolamento monofunzionale, oggi iniziano a emergere i primi prodotti dotati di una certa intelligenza e di ampie capacità d’interconnessione. Tali funzionalità sono rivolte non solo al dialogo con l’utente, ma anche alla comunicazione con altri elettrodomestici e con i sistemi di gestione energetica. Questa evoluzione sta delineando una nuova categoria di prodotti, tipicamente riconducibili alla categoria “smart appliance”. Al di là di una naturale spinta commerciale, questo trend è alimentato da numerosi fattori, primo tra tutti un’esigenza di compatibilità ambientale che passa soprattutto attraverso il risparmio e l’efficienza energetica. La strada verso i veri elettrodomestici intelligenti sarà lunga e lastricata di insidie. Infatti, pur essendo evidenti i vantaggi di un’integrazione funzionale degli apparati all’interno della casa, non è ancora del tutto evidente un vantaggio concreto capace di far presa sul grande pubblico. I fornitori si sono per ora limitati ad accendere i riflettori su funzioni talvolta esotiche, come ad esempio il frigo che segnala quando scade il latte, affiancate da soluzioni più concrete (è il caso delle numerose spine elettriche IoT controllabili da app) che però si limitano ad agire sull’elettrodomestico secondo una mera logica di On/Off.

Evoluzione e piattaforme

Forse più lentamente del previsto, l’evoluzione avanza in modo silente e inesorabile. Per garantire il successo tecnico e commerciale dei loro elettrodomestici intelligenti i vari costruttori dovranno impegnarsi a stabilire delle piattaforme comuni capaci di fare interagire gli apparati sia tra loro sia con i servizi erogati dalle varie utility. Ciò rende indispensabile sviluppare degli standard elettrici e d’interfacciamento che possano favorire la nascita di un fertile ecosistema Internet of Things. Le iniziative rivolte agli smart appliance sono numerose e l’Unione Europea è fortemente impegnata su questo tema. Nell’ambito della Ecodesign Directive (2005/32/EC), la Commissione ha in corso uno studio preparatorio che mira a definire e classificare gli elettrodomestici intelligenti (in combinazione con i contatori intelligenti) e le loro funzionalità. Il programma di studio della Commissione prevede una serie di passaggi. Tra questi, l’analisi delle definizioni (ad esempio, cosa rientra nella definizione elettrodomestico), la valutazione di alcuni aspetti (cosa si intende per intelligente, quali sono le caratteristiche di un prodotto “demand-response”, ovvero capace di coordinare il proprio consumo con la disponibilità di energia elettrica, quali possono essere i vantaggi introdotti dalle comunicazioni in termini di risparmio energetico e integrazione delle energie rinnovabili), e la valutazione delle implicazioni commerciali e delle ricadute sui consumatori e sull’industria. Lo studio adotta un approccio orizzontale, coprendo un vasto insieme di apparati domestici in base ai requisiti “smart” delineati nello studio stesso e al potenziale impatto. A fine 2015 la commissione ha anche approvato la Saref (Smart Appliances Reference ontology) uno standard che definisce un nuovo linguaggio di riferimento per i dati relativi all’energia in ambito domestico. Questo nuovo linguaggio, ripreso dall’Etsi nello standard TS 103 264, verrà utilizzato dai dispositivi della casa (lampade, elettronica di consumo ed elettrodomestici) per scambiare informazioni con qualsiasi sistema di gestione dell’energia (che potrebbe risiedere fisicamente in casa o nel Cloud). Etsi ha anche normalizzato un framework per le comunicazioni tra smart appliance basato su specifiche oneM2M, protocollo per la gestione dei dispositivi IoT. Come si declinano questi concetti sui prodotti reali? Qual è l’utilità di avere un elettrodomestico smart? Quali sono i rischi di obsolescenza legati a prodotti che hanno come punto di riferimento il mondo delle comunicazioni personali? Quale sarà l’impatto su ambiente e salute? Gli interrogativi sono molti e spesso ancora senza risposte.

Integrazione e comunicazione

In realtà, per ora, di “smart”, secondo la definizione canonica, c’è ancora ben poco. Più che altro dominano i concetti di integrazione e comunicazione, con grande spolvero del paradigma Internet of Things. È il caso del noto marchio tedesco Miele, che ha annunciato uno studio concettuale basato sui servizi IoT Microsoft Azure, per un forno che garantirà agli utenti cotture perfette di cibi preparati con ricette prelevate dal sito Miele. Le ricette, scaricate nello smartphone o nel tablet dell’utente, generano un programma di cottura (che considera temperatura, umidità, ventilazione e altri fattori) caricato poi nel forno tramite Azure. Miele ha l’obiettivo per controllare e utilizzare l’enorme flusso di informazioni che possono generare gli elettrodomestici. A tale proposito ha sviluppato un sistema, denominato Miele@home, che utilizza le tecnologie più moderne per mettere a fattor comune i dati e tenere sotto controllo gli apparati connessi in rete. Tale capacità consente ad esempio di gestire l’attivazione automatica della cappa quando si cucina, oppure permette alla lavatrice e all’asciugatrice di interloquire tra loro. Attraverso un gateway l’elettrodomestico può anche comunicare con l’esterno, segnalando stati operativi o richieste, ad esempio, di manutenzione. Uno degli aspetti più in linea con il concetto di smart appliance è la compatibilità del sistema Miele con le smart grid elettriche. Attraverso delle opportune schede elettroniche il sistema permette infatti agli elettrodomestici di funzionare in base ai profili tariffari più convenienti. Candy è molto impegnata sul fronte degli elettrodomestici smart. In anni di studio e sperimentazione, ha sviluppato il progetto “Smart Appliances Home Automation”, un avanzato sistema per la gestione della casa in un’ottica non solo d’interattività digitale, ma anche di efficienza energetica. E questo è un plus che pochi fornitori possono vantare. Grazie al “Load Manager”, l’utente è in grado di assegnare la priorità d’erogazione dell’energia elettrica a ciascun elettrodomestico, per evitare fastidiosi black-out quando il carico supera la potenza disponibile. Il Load Manager, inoltre, consente di scegliere in quale fascia oraria utilizzare ciascun apparecchio per ottenere il massimo risparmio sui consumi. L’interfacciamento tra l’interno e l’esterno della casa è invece affidato al “Residential Gateway”, cuore del sistema, il quale, attraverso l’impianto elettrico, consente l’interazione e il dialogo tra tutti gli elettrodomestici e un Pc locale. Oltre a ciò, attraverso rete telefonica e Internet, è possibile effettuare il controllo a distanza di tutte le funzioni. A tale proposito la società italiana ha lanciato la piattaforma Simply-Fi, una linea di elettrodomestici (lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura e cappe della famiglia Candy@Home Net Ready) in grado di interagire con l’utente attraverso il web. Ad esempio le cappe Candy@Home Net Ready, sono in grado di tenere sotto controllo i propri filtri e di informare l’utente quando è opportuno provvedere alla loro pulizia. I piani cottura hanno una sicurezza in più: nel dubbio di aver lasciato un fornello acceso quando in casa non c›è più nessuno, è possibile verificare lo stato di funzionamento attraverso un Pc o il cellulare ed eventualmente spegnere il fuoco con un Sms o con un click del mouse. Le lavabiancheria Candy@Home Net Ready, offrono invece la possibilità di controllare la partenza e lo spegnimento da Pc, di tenere sotto controllo il perfetto funzionamento, di aggiornare i profili di lavaggio via Internet. A questo si aggiungono programmi personalizzabili: ad esempio quelli dedicati ai tessuti di ultimissima generazione o all’eliminazione di qualsiasi tipo di macchia, scaricabili dal web. A tale proposito Candy ha presentato anche Smart Touch, la prima gamma di lavabiancheria con assistente personale. Scaricando l’app Candy simply-Fi e avvicinando lo smartphone alla lavabiancheria, è possibile ampliare le funzioni di lavaggio, trovare il ciclo più adatto o programmare la macchina affinché lavi al meglio nel tempo messole a disposizione. I frigoriferi Candy@Home Net Ready, permettono di ottimizzare la conservazione dei cibi, mantenendo la temperatura e il grado di umidità ottimali, dando un feedback continuo all’utente. I frigoriferi possono tenere sotto controllo qualsiasi inconveniente, come la dimenticanza di una porta aperta o l’aumento della temperatura interna, comunicandolo all’utente attraverso Pc o Sms. Grazie alla funzione “Supermarket”, mentre si fa la spesa è possibile predisporre il frigorifero per il congelamento rapido attraverso un Sms.

L’intelligenza negli elettrodomestici

Di fronte a questa mole di funzioni veramente ampia vi sono soluzioni che lasciano intendere quanto il concetto di “smart appliance” si lasci declinare in numerosissime varianti. Ad esempio Samsung ha presentato Family Hub, un frigorifero Wi-Fi dotato di touchscreen da 21” che permette all’utente di gestire le proprie scorte e di connettersi come un normale tablet Android ad app e contenuti di intrattenimento. Una specie di Tv-frigorifero con tre fotocamere interne, che si attivano ogni volta che si apre uno sportello e che trasmettono le immagini del contenuto a una app mobile. Sta poi all’utente decidere se quello che c’è nel frigo è sufficiente o meno. La piattaforma di elettrodomestici SmartThinQ di LG permette di dare vita a un ambiente totalmente connesso per il controllo di qualsiasi apparato in locale della casa: il forno in cucina, il condizionamento in camera da letto, l’aspirapolvere in sala, la lavatrice in lavanderia. La soluzione, che opera attraverso un apposito hub per elettrodomestici, abbraccia quindi una serie di funzioni che vanno dal comfort alla pulizia, dalla sicurezza al cooking, dall’intrattenimento alla conservazione dei cibi. Il controllo degli elettrodomestici avviene tramite una app che consente di gestire da remoto i parametri e le segnalazioni degli elettrodomestici, ad esempio il tempo di cottura del forno o la modalità di pulizia del robot aspirapolvere. All’ultimo Ces di Las Vegas, Electrolux si è proposta con un forno connesso dotato di telecamera operante nell’ambito di Weave/Brillo, la piattaforma Internet of Things di Google. La telecamera si chiama CookView e fornisce un feedback in diretta dal forno a un dispositivo mobile (iOS o Android) che permette all’utente di verificare lo stato di cottura e di intervenire da remoto. GE, uno dei maggiori produttori di elettrodomestici a livello mondiale, ha lanciato Geneva, un sistema che consente di comandare gli elettrodomestici della linea “Wi-Fi Connect Appliances” connessi alla rete attraverso Amazon Echo, un ricevitore-altoparlante che permette di usufruire dei servizi Alexa di Amazon, i quali, attraverso Geneva, convertono i comandi vocali in informazioni interpretabili dall’elettrodomestico. È sufficiente pronunciare un comando (ad esempio “Alexa, chiedi a Geneva di accendere il condizionatore”, oppure “Alexa, chiedi a Geneva di effettuare il risciacquo con la lavastoviglie”) affinché l’elettrodomestico riceva e attivi il comando. Ovviamente, oltre a questo, la piattaforma prevede un’app che consente di dialogare con gli elettrodomestici in modo classico. Un caso limite di smart appliance è Crock-Pot di Belkin, un sistema di cottura a bassa temperatura controllabile da smartphone attraverso un’apposita app iOS o Android (Fig. 8). Crock-Pot, appartenente alla piattaforma di soluzioni wireless per smart home WeMo, consente di regolare le temperature, gestire allarmi e avvisi e monitorare lo stato di cottura dei piatti. 

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