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MERCATO CHIP
Più positivo il futuro dei chip, ma manca la fiducia collettiva
Malcolm Penn è preoccupato per la “perdita della fiducia collettiva”, che sta coinvolgendo il settore dell'elettronica.
08 Luglio 2010
Sulla base dei risultati finanziari del primo trimestre dell'anno, il fondatore e principale analista di Future Horizons, Malcolm Penn, ha rivisto le proprie previsioni per il 2010, pubblicate lo scorso gennaio, elevando dal 22% al 31% la percentuale di crescita stimata globalmente per l'industria dei chip.

Prendendo la parola al Forum Internazionale dell'Elettronica, Penn ha  rimproverato l'industria di aver perso la propria propensione al rischio, affermando che troppi manager si sarebbero rifiutati di credere alle buone notizie rivelate dai numeri diffusi dall'associazione dei semiconduttori. Dopo un quinquennio di sviluppo abbastanza misero, tale industria starebbe infatti subendo una “perdita della fiducia collettiva”, ha dichiarato l'analista.

Con una domanda di prodotti elettronici sempre alta, negli ultimi anni il calo degli investimenti nella capacità produttiva dei chip avrebbe fatto diminuire le scorte; adesso, invece, l'industria starebbe attraversando un momento favorevole, che dovrebbe condurre al rialzo dei prezzi medi di vendita e portare non solo un buon 2010, ma anche una forte crescita nel 2011 e nel 2012. Secondo le previsioni dell'analista, infatti, il mercato dei chip dovrebbe espandersi, nei prossimi due anni, rispettivamente del 28% e del 12%.


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