Apple e Samsung: la lotta continua

MERCATO SEMICONDUTTORI –

Apple e Samsung si sono confermati i maggiori acquirenti di semiconduttori, seguiti da HP: lo rivelano i dati di IHS Technology sugli Oem mondiali.

L'anno scorso, Apple e Samsung si sono confermati i più grandi acquirenti di semiconduttori, ma la sempre più agguerrita battaglia fra i due fa presagire per quest'anno un altro duro confronto per la posizione di capolista. “Come nel 2012, anche nel 2013 Apple e Samsung si sono imposti quali primi investitori in semiconduttori fra gli Original Equipment Manufacturer che producono più di 1 miliardo di dollari di fatturato”, ha dichiarato infatti Myson Robles-Bruce, analista senior per gli acquisti di semiconduttori e per la progettazione presso IHS Technology. “Apple è risultata al primo posto, avendo investito in chip nel 2013 un valore pari a 30,3 miliardi, superando Samsung - che ne aveva investiti 22,2 - di oltre 8 miliardi. Da parte sua, però, il gigante sudcoreano dell'elettronica ha dimostrato l'anno scorso il più forte aumento di investimenti in chip fra tutti i primi 10 Oem, oltrepassando di almeno il 30% i livelli del 2012, rispetto alla più ridotta espansione del 17% registrata da Apple su questo fronte”. Insieme, i due colossi hanno contribuito per il 14% degli investimenti totali dell'anno scorso, ben più avanti rispetto agli altri importanti compratori di chip. Dopo di loro, la numero tre è stata Hewlett-Packard, con 10,1 miliardi di acquisti; in quarta e quinta posizione, poi, troviamo rispettivamente Lenovo, con spese per 9,2 miliardi, e Dell, con 7,7 miliardi. A seguire, Cisco Systems, Sony, Huawei Technologies, Panasonic e Toshiba. Complessivamente, il Sam (Served Available Market) per gli investimenti nei chip ha raggiunto un valore di 237,2 miliardi, ossia circa il 5% in più dopo il calo registrato nel 2012, quando le spese erano scese dai 231,7 miliardi del 2011 a 226,7 miliardi. Questo valore, poi, viene calcolato conteggiando solo le spese che gli Oem effettuano in qualità di agenti esterni, senza contare gli investimenti operati dai produttori per acquistare chip fatti all'interno delle proprie divisioni, come può accadere in società delle dimensioni di Samsung.

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